mercoledì 29 aprile 2009

Per ricordare Peppino Impastato

A Cinisi, in provincia di Palermo, dall’8 al 10 maggio 2009 ci sarà la manifestazione per il trentunesimo anniversario della morte di Peppino Impastato. Si affronteranno, nel corso di queste tre giornate tematiche la cui urgenza è innegabile: le speculazioni mafiose che mettono in pericolo gli equilibri ambientali, favorite da uan politica di governo compiacente, come il ritorno all’energia nucleare e la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina; i nuovi equilibri tra il sistema politico ed economico e il potere mafioso; la sempre più pericolosa deriva fascista delle istituzioni nazionali e locali che sta lentamente portando a ledere i diritti fondamentali quali ildiritto allo sciopero, al lavoro sicuro, alla libertà di espressione, all’uguaglianza».
La sera, sarà al musica dei Modena City Ramblers a dar voce alla manifestazione. E' proprio con l'unione tra Casa Cervi e Casa Memoria Impastato che gli organizzatori dell’evento vogliono unire la resistenza civile antifascista a quella antimafia.
Attualmente esiste un problema di natura economica: il contributo di 35 mila euro erogato lo scorso anno dal Ministero della Pubblica Istruzione per coprire le spese della manifestazione,quest’anno non ci sarà. Pertanto l’Associazione Culturale Peppino Impastato sta raccogliendo fondi autonomamente.

lunedì 27 aprile 2009

Compra Aquilano


Il progetto compra Aquilano nasce per aiutare le imprese aquilane del settore agroalimentare colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. Queste imprese sono ancora in grado di fornire i prodotti tipici del nostro bell'Abruzzo.
Comprando prodotti Aquilani puoi dare un contributo molto concreto alla popolazione Abruzzese: lavoro e reddito a tante persone che devono ricostruire le proprie case distrutte o danneggiate dal sisma. Inoltre, il 3% del valore del tuo acquisto sarà utilizzato direttamente per aiutare chi e' stato maggiormente colpito dal terremoto.
Olio, pasta, salumi, dolci, vino, tartufo, zafferano, sono alcuni dei tanti prodotti che si possono acquistare.
PER SAPERNE DI PIU'

Fonte: compra Aquilano


sabato 25 aprile 2009

25 Aprile- anche L'Aquila ricorda

Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati, non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente...
F. De Andrè


Anche L'Aquila oggi commemora il 25 Aprile, in particolare ad Onna, località fortemente colpita dal Terremoto del 2009, ma che nel 1944 fu profondamnete ferita anche da un altro "terremoto" ma in questo caso la responsabilità non fu della natura, ma dell'uomo. Il 16 Giugno 1944 ad Onna ci fu una strage nazista, 17 persone vennero trucidate e le loro case rase al suolo.
Si intitola Indagine su un massacro: la strage di Onna ed è il libro scritto a quattro mani da Giustino Parisse (il giornalista del “Centro” che ha perso nel sisma i figli e il padre) e Aldo Scimia, pubblicato nel 2004 dalla Graphitype, una piccola casa editrice di Raiano, di cui oggi non si trovano più copie, ma che gli abitanti vorrebbero fosse ristampato. «Le poche copie rimaste - spiega Scimia, che è anche vigile urbano, oggi nella tendopoli a Onna insieme ad altre 250 persone - si trovavano negli uffici della pro-loco e oggi, dopo il terremoto, sono sotto le macerie. Vorremmo che questo testo, così importante per noi e per la storia di questo Paese, fosse ripubblicato. Lancio un vero appello e ora spero che qualche casa editrice ci ascolti. Avremmo voluto donarlo a tutti quelli che in questi giorni stanno venendo a Onna ma non ci è stato possibile». Scimia ricorda che per scrivere il libro si è basato anche sui racconti di Mario Papola, l’ultima vittima del terremoto a Onna, deceduto ieri nell’ospedale ad Avezzano. Il libro ripercorre la storia di Cristina Papola, sorella di Mario, e prima vittima della ferocia nazista. Cristina era ‘colpevole’ di essersi ribellata ai tedeschi, che avevano rubato un cavallo alla sua famiglia. Per questo fu trascinata per i capelli attraverso le vie di Onna e trucidata. Con lei, per rappresaglia, morirono altre 16 persone
(Tratto da: tratto da: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=18133)

Fonte: Sollevati Abruzzo - Site.it
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martedì 21 aprile 2009

Pasquetta tra le macerie

Berlusconi tenta di arginare il primo tsunami in arrivo sulla gestione del post terremoto in Abruzzo. "Se ci sono responsabilità emergeranno - dichiara il premier - Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che ormai sono accadute. Quando ci sono questi eventi - insiste dall'Aquila il Cavaliere - c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità ci devono essere prove consistenti".
L’affermazione di Berlusconi è ineccepibile, servono le prove. Infatti, nel frattempo, qualcuno prove consistenti le sta facendo sparire a metri cubi con uno spiegamento eccezionale di uomini e mezzi. Per comprendere il senso dell’irritazione del premier verso stampa e magistratura forse è il caso di ricordare le tappe che precedono queste incredibili dichiarazioni. A pochi giorni dal sisma che ha devastato L’Aquila e tutto l’Abruzzo interno, la Procura di L’Aquila annunciò l’apertura di un’inchiesta sui crolli di alcuni edifici, pubblici e privati. Nell’occasione, si parlò di cemento impastato con sabbia marina, ferri non a norma, pratiche burocratiche e corsie preferenziali nel rilascio di autorizzazioni e cambi sospetti di destinazione d’uso. Il procuratore Alfredo Rossini, con decisione, dichiarò alla stampa che non ci sarebbero stati “indagati“, ma “arrestati“. Solo che, come ricorda Berlusconi, per indagare, arrestare e condannare servono prove e corpi di reato...Ecco cosa è successo nella giornata di pasquetta a Piazza d’armi, una vasta area adiacente alla caserma dell’esercito e per anni nella disponibilità dei militari. Durante una delle ricognizioni che senza sosta effettuiamo nel territorio di tutta la provincia dai primi momenti successivi alla scossa del 6 aprile, abbiamo visto cumuli di macerie e decine di grossi camion e ruspe all’opera all’interno di questa area. Operai e autisti ci hanno detto che le macerie provenivano dalla Casa dello studente, all’edificio dell’Inail, dalla zona di Sant’Andrea e da altri edifici pubblici e privati crollati durante il sisma.
Appuriamo che già dal giorno di Pasqua, migliaia di metri cubi di ogni genere di detriti - macerie, ferri, arredi, vestiti - venivano finemente macinati e mescolati all’interno di enormi macchine trituratrici e poi spalmati su Piazza d’armi per creare, ci hanno detto, un basamento su cui poggiare delle strutture prefabbricate. All’interno dell’area recintata, era presente una troupe televisiva con un giornalista appollaiato sopra il cumulo di macerie. Un videoperatore ci ha detto che lavoravano per la Rai. Li abbiamo informati di quanto appena appreso sulla provenienza delle macerie e che sul crollo di quegli edifici era aperta una inchiesta, quindi li abbiamo invitati a filmare le targhe dei mezzi al lavoro: dopo un breve smarrimento, si sono allontanati in tutta fretta dal luogo. Alla fine, le foto delle targhe dei numerosi mezzi all’opera, le abbiamo dovute scattare noi. Abbiamo prima provveduto a segnalare l’episodio a esponenti della magistratura e il martedì 14 abbiamo pubblicato una serie di foto - compreso un collage di targhe dei mezzi utilizzati - nel nostro sito internet www.site.it . Nel pomeriggio del giorno successivo, la magistratura annuncia il sequestro degli immobili crollati oggetto d’indagine, per “lasciare lavorare i periti tranquilli e, soprattutto, scongiurare il rischio di contaminazione della «scena del crimine», sia alterandola dolosamente, sia con il prelievo di materiale da parte di estranei”. Il procuratore capo Rossini ha dichiarato esplicitamente: «Abbiamo il sospetto che qualcuno possa portare via ciò che resta degli edifici crollati, magari con dei camioncini. Apparentemente si tratta di macerie senza valore, ma per le nostre indagini potrebbero essere fondamentali». Infine, il Procuratore lancia un appello: «chiunque abbia materiale utile all’inchiesta sui crolli, in particolare filmati, ce lo consegni».
Ora resta da capire chi, in una area della città interamente militarizzata e sotto il completo controllo della Protezione civile sia riuscito - con un enorme dispiegamento di uomini e mezzi - a prelevare indisturbato e macinare migliaia di metri cubi di macerie oggetto d’indagine. E soprattutto perchè e con quali complicità. La situazione, mentre già si gettano le basi per gli appalti della ricostruzione, appare sempre più delicata: Corte d’appello, Tribuale, Ospedale non esistono più, le forze dell’ordine sono sotto il completo controllo della Protezione civile e gli enti locali sono esautorati dei loro poteri. In questa fase di emergenza, è il caso che anche la popolazione e la società civile vigilino e facciano sentire la propria voce.
La redazione di site.it

lunedì 20 aprile 2009

Non terrorizziamo i costruttori con i costi della prevenzione sismica

Quanti di voi sono stati a L'Aquila sanno che il terminal degli autobus vicino Collemaggio e il centro storico della città sono collegati tra loro da un tunnel pedonale sotterraneo. Gaetano de Luca (responsabile della rete sismica abruzzese) e Roberto Scarpa (docente di sismologia a Salerno), installarono una sonda all'interno del tunnel, la quale captò il terremoto di Campotosto del 20 ottobre 1996, registrando il grande fattore di accelerazione del sottosuolo aquilano. Da qui l'iniziativa personale dei due studiosi li portò a installare altri due accelerometri nel sottosuolo, i quali, l'anno successivo, rilevarono anche il terremoto di Umbria e Marche. Il professor Scarpa commentò "mai visto nulla di simile, neppure in Irpinia nel 1980". Dallo studio dei due vennero fuori dei dati interessanti pubblicati nel 1999 sul Bouletin of the Seismological society of America: " il bancone di detriti alluvionali su cui poggia il centro storico aquilano è in grado di moltiplicare per 10 il fattore di accelerazione di un terremoto". Ma questa verità "scomoda" è stata taciuta e sepolta nei cassetti di chi sapeva e doveva fare. Lo stesso Gaetano de Luca fu censurato dai suoi superiori per la pubblicità fatta ai suoi studi. Sembra che solo la Provincia prese in considerazione gli studi dei due ricercatori, ma appena arrivò la richiesta di 100 miliardi di lire per la messa in sicurezza degli edifici, l'iniziativa di Gianfranco Giuliante (assessore della portezione civile) venne lasciata perdere.
Sul quotidiano il Messaggero, Paolo Mastri, autore dell'articolo da cui riprendo alcune di queste informazioni scrive: " dieci anni fa all'Aquila l'imperativo politico era non terrorizzare le imprese e i costruttori con i costi della prevenzione sismica. Ne va della vita della città, dicevano". Peccato che dopo 10 anni proprio per quella mancanza di prevenzione e di sicurezza la città è stata piegata, 300 vite spezzate e l'economia messa in ginocchio. Si è vero ne è proprio andata della vita della città!
A tutto questo vorrei aggiungere che nel 1998 l'INGV intraprende una classificazione dei territori italiani a rischio sismico, il colore rosso indica la zona in cui il rischio è massimo. Il lavoro viene conseganto al Ministero dei lavori Pubblici, che evidentemente ritiene doveroso dimenticarlo in un cassetto, così fa anche il Governo di allora. Tutto dimenticato fino al terremoto di San Giuliano, nel 2002 dove muoiono 26 bambini. Incredibile ma vero, l'anno successivo Silvio Berlusconi firma il provvedimento 3274/2003 in cui L'Aquila da zona a "rischio 1" viene declassata a "rischio 2". Tuttavia viene lasciato ad ogni Regione il compito di recepire il provevdimento e le mappe. Perchè allora la Regione Abruzzo rimane tra quelle che non modificano il testo del provvedimento del Governo Berlusconi?
Tuttavia il 28 Aprile 2006, il Governo emana una nuova ordinanza (n°3519) che recepisce una nuova mappatura del rischio sismico effettuata sempre dal INGV nel 2004: stavolta il Governo ritiene opportuno seguire le indicazioni date e far rientrare la provincia de L'Aquila nella categoria "rischio 1". Il problema però è che la Regione Abruzzo non ci pensa a modificare la situazione e mantiene valido il provvedimento del 2003, ovvero L'Aquila= rischio2.
La domanda: PERCHÉ'?
Sempre di soldi bisogna parlare, maledetto dio denaro che annebbia la mente e la coscienza e miete molte vittime. Modificare il grado di rischio sismico, significa appesantire i costi dell'edilizia, significa più spese per la costruzione, più spese per il ferro, più spese per il cemento e criteri di costruzione più restrittivi. Aumentare il rischio sismico significa anche dover abbassare i prezzi a mq degli immobili non costruiti a norma. Il mercato, la corruzione, l'illegalità, il silenzio e la mancanza di una coscienza politica (destra e sinistra ugualmente coinvolte) sono i responsabili delle 300 vittime che oggi L'Aquila piange.
Faremo chiarezza? Indagheremo? O è solo tempo di ricostruire, ma sopratutto come si ricostruirà?

Fonti: quotidiano "il Messaggero"
http://italianspot.wordpress.com/2009/02/

Noi sciacalli dell'informazione

Da "gli sciacalli dell'informazione" di Marco Travaglio - "Da Bertolaso ci si attendeva che ciò che è stato detto ai funzionari della Prefettura de L'aquila, venisse detto anche al resto della popolazione.Dopo la forte scossa delle 23.30, il palazzo della Prefettura viene evacuato intorno alla mezzanotte e ai cittadini non viene detto niente, tant'è che alle 3.30 della notte quando tutto crolla ci rimangono sotto circa 300 persone. Dove non è arrivata la protezione civile, sono arrivati i cittadini privati. Molti dopo la scossa delle 23.30 sono andati a dormire in macchina, quindi l'iniziativa privata dei singoli (privati e inesperti) è arrivata molto prima di quello che ha fatto la meravigliosa macchina della protezione civile, della quale non si è capito perchè non debba essere criticata"

Stanno mettendo sotto accusa Anno zero, incolpando la trasmissione di criticare gratuitamente ciò che i soccorsi hanno fatto. Vorrei invitare tutti a riguardare la trasmissione sul sito internet dedicato; se togliete le fette di prosciutto dagli occhi e dalle orecchie vederete che non viene criticata la mancata opera di soccorso o di PROTEZIONE (i soccorsi sono sati piuttosto tempestivi, almeno nel centro de L'Aquila e sappiamo bene quanto queste persone abbiano lavorato senza sosta per aiutare) ma la MANCATA OPERA DI PREVENZIONE!

La protezione civile, nella persona di Bertolaso, e il governo hanno un'enorme responsabilità in questa vicenda e fare chiarezza colpendo le cariche incapaci di svolgere il loro ruolo, è un atto di giustizia verso le 300 vittime. Perchè evacuare solo la prefettura? Perchè non avvisare la popolazione dicendo "Signori poichè quest'ultima scossa è stata forte, stanotte vi inviatiamo per sicurezza a dormire nelle auto"?
Se non si è in grado di proteggere i cittadini italiani allora è meglio starsene a casa.
Berlusconi sa bene che ci sono molte inadempienze che vanno punite, responsabilità che vanno ricercate: l'ospedale crollato, era stata un'opera della Impregilo, la stessa società coinvolta nello scandalo della monnezza di Napoli, la stessa a cui sarà affidata la costruzione di quell'opera priva di senso quale è il ponte di Messina, e di intrugli ce ne sono tanti altri, ecco perchè il suo governo sta cercando di mettere il bavaglio a chi queste colpe le sta facendo venir fuori.
Berlusconi dichiara: "I Giornali smettano di riempire pagine con le inchieste, ora si deve ricostruire"
Si è vero è ora di ricostruire, ma vogliamo una L'Aquila pulita, costruita da mani oneste, costruita senza l'ombra della camorra e della mafia! L'aquila è nostra non possono spartirsela loro come meglio credono. Vogliamo Una new town dove la corruzione e la negligenza della classe dirigente lascino il posto alla giustizia, all'onestà, alla libertà di espressione e alla consapevolezza che la vita va salvaguardata e rispettata e che non si puà giocare a fare il super eroe. Se dopo tre mesi di sciame sismico, non si è capaci di pianificare e prevenire o quanto meno limitare i danni, allora non si può occupare un posto di tale rilievo.

martedì 14 aprile 2009

Earth day 2009

Ama la Terra come te stesso, apri gli occhi, le orecchie, il naso, le braccia, il cuore, le viscere e l'anima per entrare in comunione con tutta la vita che ti circonda
-Christoph Baker-

22 APRILE 2009- GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

lI 22 aprile 1970, rispondendo ad un appello lanciato dal senatore democratico Gaylord Nelson, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una spettacolare dimostrazione a favore della salvaguardia dell’ambiente. Da quel giorno il 22 aprile è diventato la Giornata mondiale della Terra (Earth Day), un evento internazionale, oggi celebrato in 174 paesi del mondo, che ha per scopo la sensibilizzazione del pubblico sui temi della conservazione dell’ambiente in cui viviamo.

Gianfranco Bologna: "La questione centrale per il nostro futuro è come riuscire a sopravvivere su questa Terra affollata in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali che sono le basi stesse della vita"

Theodore Roosvelt, 1900: "
Riconosco il diritto e il dovere di questa generazione a sviluppare ed usare le risorse naturali, ma non riconosco il diritto di sprecarle o di sottrarle alla generazione che verrà dopo di noi con un uso dispersivo".

Francesco Gesualdi: "
Apparentemente la sobrietà è una questione di stile di vita. In realtà è una rivoluzione economica e sociale che manda in frantumi il principio su cui è costruito l’intero edificio capitalista. È il principio della crescita invocato non solo dalle imprese, ma anche da chi si batte per i diritti, in base al credo che senza crescita non possa esistere sicurezza sociale né piena occupazione”.


Earth – La Nostra Terra”, distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures Italia, diretto da Alastair Fothergill e Mark Linfield con la voce narrante di Paolo Bonolis sarà nei cinema italiani il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale Della Terra – Earth Day.
Il film della Walt Disney Studios Motion Pictures, dedicato alle meraviglie del pianeta Terra, racconta la vita di tre famiglie di animali: orsi polari, elefanti e balene e dei loro fantastici viaggi attraverso il pianeta.

domenica 12 aprile 2009

Quest'anno i fiori muoiono a primavera

L'Aquila era l'emozione di passare un'intera giornata di agosto con le tue amiche alla ricerca di una casa, quella in cui avresti vissuto per il primo anno della tua nuova vita, quella in cui dici "vado all'Università". l'Aquila era la gioia di trovare quella casa e la soddisfazione di pensare "cavoli meglio di così non poteva andarci, resterò qui finchè non mi laureo".
L'Aquila era l'ansia del primo giorno, in cui ti senti importante, grande e tuttavia spaurita e così costringi la tua migliore amica che studia latino a caricarsi il suo vocabolario e venire con te a seguire la tua prima lezione, quella di biologia vegetale. L'Aquila era conoscere altre persone, altre realtà e scambiarsi vicendevolmente le varie espressioni dialettali, perchè che ci crediate o no, anche questo è scambio culturale. L'Aquila era partire alla scoperta di "Parco del sole", perchè è lì che vanno gli studenti quando il sole torna ad essere caldo e la voglia di uscire e stare all'aria aperta si fa sentire e tu dici "questo esame mi sta facendo esaurire, meglio staccare un attimo la spina". L'Aquila era il giovedì sera, quello "universitario" quando i ragazzi camminano per le strade del corso, sotto i portici, dentro e fuori per i locali e gli aquilani, i residenti, si lamentano perchè tutto quello schiamazzo non li fa dormire. L'Aquila era il gelato del Duomo, "come lui non ce ne è" e quando lo mangi sai che l'estate è arrivata. l'Aquila era quella squadra di rugby, vanto per la città, che la domenica richiama allo stadio le famiglie che fanno il tifo. L'Aquila era le 99 cannelle, le 99 chiese, le 99 piazze, era il mistero di Celestino, il mistero di Collemaggio, la festa della Perdonanza, ju Gran Sasso, Ju boss e "frechete ci vediamo questa sera al Farfarello!". L'Aquila era quel disperato ripassare la notte prima dell'esame in cui tu speri che in poche ore ti entri in testa tutto quello che avresti dovuto imparare in uno, due o tre mesi di studio e in cui ripeti disepratamente a te stesso "speriamo che non mi chieda proprio questo"e puntualmente la prima domanda d'esame è "proprio questo"!; L'Aquila era quel professore così rigido che alla sola idea di affrontarlo in sede di esame, ti tremavano le gambe oppure quel professore un pò imprevedibile che prima dell'esame preghi perchè "oggi sia di luna buona", ma L'Aquila era anche quell'altro professore, quello che c'è sempre, quello con cui puoi parlare perchè sa ascoltarti e consigliarti e tu corri nel suo studio appena puoi. L'Aquila era quel bacio dato nel parco del castello dopo una lite e prendersi per mano chidendosi l'un l'altro "ma poi perchè abbiamo litigato?" oppure erano quelle cenette a lume di candela su un plaid dentro la sua stanza, che sembra diventare enorme perchè c'è il cielo dentro, c'è un mondo intero fatto di sogni, di batticuore di progetti per il futuro "perchè tanto non ci lasceremo mai". L'Aquila erano quei ragazzi che hai incontrato, ognuno con una storia diversa, ognuno giunto da una parte diversa, ognuno tanto diverso da te, ma ti vanno a genio e così costruisci il tuo gruppo, quello con cui passi la maggior parte del tuo tempo. L'Aquila erano le serate insieme a casa di Valentina, quando lei prepara la sua pizza ripiena e io sto lì pronta a mangiarla , cercando di allontanarla da tutti perchè è la mia preferita e la voglio tutta per me, "tanto per voi ci sono le altre pizze che Valentina sta per infornare"; L'Aquila è quel fisico senza fisico di Gianfranco, che con la sua chitarra movimenta le serate tra un bicchiere di vino rosso e un pezzo di "attenzione...concentrazione...ritmo e vitalità"; L'Aquila era Annalina, femminista convinta che spesso si ritrova a discutere sul ruolo della donna e su quello dell'uomo e caspita ragazzi con lei non si vince! L'Aquila era Donatella che quando ti fa i regali non li mette mai in una carta da regalo, ma nei tovaglioli presi alla mensa universitaria, perchè "riuso e riciclo" va bene, ma risparmiare qualche euro è ancora meglio! L'Aquila era Cristina, così dolce, timida e impacciata che è capace di trasformare un scatola delle uova in un porta gioie colorato che poi ti regala e a te sembra il dono più prezioso mai ricevuto e non puoi far a meno di mettere sulla mensola nella tua cameretta; L'Aquila era Michele quell'ingegnere che mi fa andare fuori di testa ogni volta che si parla di inceneritori, ma come faccio a fargli entrare in testa che gli inceneritori sono una bufala? L'Aquila era Enzo, così bravo ai fornelli che alla fine lui cucina e a me tocca lavare i piatti; L'Aquila era Gabriella che borbotta sempre, che vede sempre tutto nero, ma che alla fine si calma e si torna a ridere insieme. L'Aquila era Serena, che parlava dei film horror come di una gita a mirabilandia e tu non capirai mai con quale fegato e coraggio va al cinema a vedere quei film. L'Aquila era quella festa per il tuo compleanno, quando tu non sai niente e poi alla fine tutti dicono "SORPRESA!!!", oppure era quell'altro compleanno, quello che quando ti dice bene il tuo regalo ti viene dato dopo tre mesi e il ritardo diventa tradizione; L'Aquila era quella foto, quella in cui tu sei così buffo e bizzarro che "quando ti laurei l'appendiamo ai muri della facoltà". L'Aquila era tutto questo fino al 6 aprile del 2009.




La mia amica Rossella scrive "quest'anno i fiori muoiono a primavera". C'è rabbia c'è dolore perchè non si può morire così, non quando hai 20 anni e una vita che ti aspetta. Non riesco ad esprimere quello che sento dentro, il senso di smarrimento che si prova nel vedere le immagini in tv e la paura di aver perso tutto quello che era...Ma oggi è Pasqua, il giorno del passaggio, il giorno in cui le lacrime devono lasciare il posto alla forza e alla volontà di ripatire e questo è il mio augurio, quello di rinascere e di tornare insieme a far rivivere la nostra città, a far risuonare le chitarre e a far borbottare gli aquilani perchè di notte non li facciamo dormire con i nostri schiamazzi, perchè l'Aquila E' ancora